Gli operatori di borsa sono terrorizzati dall'idea che il 23 Giugno ci sarà un referendum in Inghilterra, per decidere se restare nell'Unione Europea oppure se uscirne definitivamente.
E' il fatidico BREXIT.
Ecco quindi che gli speculatori di tutto il mondo stanno vendendo tutto il possibile.
Ma tutti questi soldi, se vengono tolti dai mercati azionari, dove stanno andando a finire ???
In Banca ?
No
La risposta la trovate qui sotto.
1. Nelle monete digitali, le monete alternative gestite solamente dalla comunità internet, Bitcoin in testa a tutte.
Le più importanti sono infatti in vertiginosa salita.
In un grafico disarmante, il lento e inesorabile "riempimento" di titoli di stato in pancia alle banche italiane, iniziato da Mario Monti nel 2011, per difendere lo stato (ma non doveva pensarci la BCE ?).
Adesso non possiamo nemmeno ripudiare il debito, perché altrimenti i nostri conti vanno a zero, e .... addio stipendio.
Per capire certe cose di oggi, è necessario tornare indietro nel tempo, addirittura ad un tempo in cui a New York si recitavano delle vere e proprie "messe nere".
Non ci credete ? Sentite qua :
Il generale britannico J.F.C. Fuller, scomparso nel 1966 [Link Wikipedia], geniale innovatore della guerra corazzata, ha combattuto la Germania nella prima e nella seconda guerra
mondiale. Avversario, ma leale.
In un cruciale capitolo della sua opera
principale, "Storia militare del mondo occidentale" delineò
brevemente le ragioni dell'energica rinascita economica della Germania
sotto il Terzo Reich
Scrive Fuller :
“La prosperità della finanza internazionale dipende dall’emissione di prestiti a nazioni in difficoltà. L’economia di Hitler significava la sua rovina. Se gli fosse stato permesso di completarla con successo, altre nazioni avrebbero certo seguito il suo esempio, e sarebbe venuto il momento in cui tutti gli Stati senza riserve auree si sarebbero scambiati beni contro beni (…)
i finanzieri avrebbero dovuto chiudere bottega"
QUESTA E' INCREDIBILE......
MA GLI ECONOMISTI NON IMPARANO DALLA STORIA ????
MA LE UNIVERSITA' INSEGNANO SOLO L'ECONOMIA CHE FA COMODO AI BANCHIERI ???
... ANDIAMO AVANTI...
“Questa pistola finanziaria era puntata alla tempia, in modo particolare, degli Stati Uniti, i quali detenevano il grosso delle riserve auree mondiali, e perché loro sistema di produzione di massa esigeva l’esportazione
del 10% circa dei loro prodotti per evitare la disoccupazione”. ”.
AAAAAA... ECCO PERCHE' GLI USA SONO SCESI IN GUERRA CONTRO HITLER...
Prosegue Fuller
“sei mesi dopo che Hitler divenne cancelliere, Samuel Untermeyer,un ricco procuratore di New York, proclamò una ‘guerra santa’ contro il nazionalsocialismo e ordinò il boicottaggio sui beni, trasporti e servizi tedeschi”.
Fuller allude qui ad un evento preciso, che ebbe luogo al Madison Square Garden il 6 settembre 1933: qui la comunità giudaica americana celebrò il vero e proprio rito di morte e maledizione dello “cherem”, o scomunica maggiore.
“Furono accesi due ceri neri e si soffiò tre volte nello shofar [il corno d’ariete] mentre il rabbino B.A. Mendelson pronunciava la formula: a partire da oggi,ci asterremo da qualunque commercio di materie prime provenienti dalla Germania…la validità di tale decisione durerà fino alla fine di Hitler; allora il cherem avrà la nostra benedizione (Jewish Daily Bulletin, New York, 6 gennaio 1935).
AVETE CAPITO BENE : A NEW YORK MESSE NERE CONTRO HITLER PERCHE' DANNEGGIAVA I BANCHIERI AMERICANI !!!!
Samuel Untermeyer, rampollo di una famiglia bancaria d’affari ed alto esponente del B’nai B’rith, ripeterà questa cerimonia il 5 gennaio 1935, “a nome di tutti gli ebrei, massoni e cristiani”.
HITLER NON PAGAVA E QUESTI GLI HANNO FATTO LA.... FATTURA !!!
Fuller pare aver compreso perfettamente la frode fondamentale, il
meccanismo per cui la finanzia estrae il suo tributo perpetuo dal lavoro
umano. Infatti scrive: "Hitler era convinto che, finché durava il
sistema monetario internazionale [...], una nazione, accaparrando l'oro,
poteva imporre la propria volontà alle nazioni cui l'oro mancava.
Bastava prosciugare le loro riserve di scambio, per costringerle ad
accettare prestiti ad interesse, sì da distribuire la loro ricchezza e
la loro produzione ai prestatori".
In ogni caso, la comunità ebraico-finanziaria non trascurò di mettere in atto anche misure più concrete.
E' certo che anche il finanziere Bernard Baruch si allarmò del sistema
di scambi internazionali diretti di merci, non mediati da trasferimenti
monetari, messo in attività da Hitler. In un colloquio che ebbe nel
settembre 1939 col presidente Roosevelt, Baruch raccomandò di "tenere i
nostri prezzi bassi per conservarci i clienti delle nazioni
belligeranti. In questo modo, il sistema di baratto tedesco sarà
distrutto".
Non bastò, e si dovette ricorrere alla guerra.
Il
potere di Bernard Baruch nel lanciare gli Stati Uniti nel conflitto
anti-tedesco non può essere sottovalutato da chi ne conosce le gesta.
Acquirente primario del debito pubblico americano -- ossia di fatto
membro del ristretto gruppo di banchieri che emettono la moneta Usa
indebitandone il Paese -- Baruch divenne, in forza di tale veste, il
"consigliere di sei presidenti", da Woodrow Wilson (1912) ad Eisenhower
(1950). Fu lui che convinse il presidente Wilson a far entrare l'America
nella Grande Guerra; soprattutto, lo convinse che lo sforzo bellico
necessitava di un organo onnipotente di pianificazione della produzione
industriale; e che quell'organo supremo doveva essere guidato da "un
uomo solo".
Quell'uomo era lui, Baruch. Insomma, Baruch
instaurò -- nel bel mezzo della "democrazia americana", in un clima
politico e culturale totalmente diverso da quello dell'Europa dell'Est -
il sistema di pianificazione socialista dell'economia, perfettamente
simile a quello che stava nascendo in Russia. Completo (come poi in
Unione Sovietica) di censura sulla stampa e razionamento alimentare.
Il sistema fu ripetuto, sempre grazie ai consigli che Baruch diede al
presidente F. D. Roosevelt, anche nella guerra contro Hitler: l'organo
pianificatore si chiamò War Production Board ed ebbe a capo una creatura
di Baruch, Harry Hopkins.
In fondo, per i banchieri, liberismo o
socialismo non fanno differenza: purché siano loro a controllarli e a
profittarne.
Link utili da dove sono tratti gli scritti qui riportati :
L'altra sera mia moglie stava guardando in TV un film che raccontava la storia di un politico americano degli anni '30 intento a candidarsi al posto di governatore dello stato della Loiusiana.
Il tutto per risolvere i problemi della popolazione più debole che in quegli anni mancava di tantissime cose.
Io ero in divano con il mio PC ma ogni tanto tra un blog e l'altro riuscivo a trovare il tempo di dare un'occhiata alla TV e soprattutto cercare di capire come mai avesse valso la pena fare quel film.
E' stato proprio in una di queste pause, ascoltando alcune cose dette dal protagonista, interpretato da Sean Penn, ho capito una cosa che riguarda noi tutti.
Premetto che il tema del dialogo erano i ricchi petrolieri locali che non contribuivano in alcun modo al benessere della collettività. Ma il problema evidenziato non erano gli aspetti fiscali.
Sull'estrazione delle risorse sotterranee c'è infatti un fattore molto più importante sul quale bisogna pensare : lo spazio occupato, o meglio lo spazio produttivo.
L'estrazione di gas o il petrolio infatti non è una classica attività industriale che fiorisce perchè dentro i suoi "capannoni" ci sono uomini e mezzi al lavoro; l'attività estrattiva cioè non è limitata allo spazio occupato dalla piattaforma o dal pozzo petrolifero, ma funziona attingendo ad un bacino sotterraneo di immense dimensioni, che esula dal quadratino di terra o di mare sul quale insiste.
Tanto per fare un paragone, direi che il minatore non è confrontabile con il contadino.
Chi cerca materie prime occupa spazi via via crescenti man mano che prosegue con la ricerca di nuovi minerali. Al contrario chi coltiva la terra sta sul proprio appezzamento vita natural durante, senza invadere spazi altrui.
Gas e Petrolio che stanno nel sottosuolo, invece, occupano spazi chilometrici che nulla hanno a che fare con il ritrovamento di un grammo d'oro o di una pietra preziosa.Questo non significa che il minatore-petroliere deve lavorare gratis, ma
significa solamente che la sua attività non fa altro che portare alla
luce beni che sono di tutti come l'acqua e l'aria.
Non mi sento di dire che il petrolio estratto è del petroliere, ma posso dire che è frutto del suo lavoro.
Occupare 100 metri quadrati e poi rivendicare il diritto di accaparrarsi tutto quello che c'è su di un'area vasta qualche chilometro quadrato, mi sembra un tantino da esagerato.
Forse il concetto di diritto di sfruttamento andrebbe un tantino ripensato.
C'è una cosa banalissima che nessuno uomo di governo dice e che tutti gli organi di stampa ufficiali in un modo o nell'altro nascondono : che le imprese italiane con questa Europa sono destinate a scomparire. E gli italiani destinati alla disoccupazione perpetua.
Alberghi, agenzie di viaggi, aziende agricole, allevatori, acciaierie, auto, moda, maglifici, tessiture, meccanica, edilizia, industria casearia, industria della carta, mobilifici, e tutto quello che vi viene in mente, sono tutte destinate alla chiusura.
Resteranno solo i CENTRI COMMERCIALI con commessi e cassiere.
Impossibile dite ?
Eppure il motivo è molto semplice : i prodotti italiani saranno sempre più cari rispetto a quelli di altri paesi europei per colpa delle tasse.
Tutto scritto nero su bianco in un recente documento commissionato dalla Banca Mondiale. ma che se volete evitare di leggere trovate riassunto qui sotto nel grafico : l'Italia è il paese che più tassa chi lavora, con una pressione sulle imprese che raggiunge praticamente il 65%.
Il tutto contro una media europea del 40%.
Tanto per fare quale esempio :
- Prodotti Sloveni ? Tassati 30 punti percentuali in meno rispetto all'Italia
- Prodotti Polacchi ? Tassati 25 punti percentuali in meno rispetto all'Italia
- Prodotti Rumeni ? Tassati 23 punti percentuali in meno rispetto all'Italia
- Prodotti Tedeschi ? Tassati 16 punti percentuali in meno rispetto all'Italia
devo continuare ?
Ma, non vorrei sbagliare, non avete notato che da quando c'è l' EURO i nostri supermercati sono stati inondati di Yogurt tedeschi ? Quanti altri esempi possiamo fare ? Con le automobili ?
E non tirate fuori la storia della competitività, che non c'entra niente.
La competitività è una chimera inseguita dai certi giornalisti (che non hanno studiato e non sono stati dentro le nostre imprese) tanto per riempire le pagine dei giornali o dei loro blog.
Tra l'altro l'economista britannico Roger Bootle, l'autore della guida pratica per uscire dall'Euro, ha criticato aspramente il modello esasperato della competitività che ci impone l'Europa, facendo diventare il mercato una gara dove ci sono solo vincitori.
Comunque, tornando all'Italia, una volta almeno c'era la Lira e potevamo difendere le imprese italiane svalutando, com'è successo nel settembre del 1992. Ma adesso con l'Euro (che praticamente è il MARCO) non possiamo fare nulla, se non chiudere o "delocalizzare". Che sono la stessa cosa perché tanto i lavoratori vanno comunque tutti a casa.
Provate a chiedere al Presidente del Consiglio o al Ministro dell'Economia come si risolve questo problema.
Che c'è il Jobs Act e tante altre belle lettere di intenti...... Cioè nessuna risposta. Non c'è soluzione.
Pura follia.
Signori si chiude.
Capolinea.
Il grafico della tassazione delle imprese nei vari paesi europei : l'Italia è al top.
Il PIL non tiene
conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro
educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la
bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari,
l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici
dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né
dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non tiene
conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro
educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la
bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari,
l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici
dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né
dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non tiene conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro educazione o della gioia dei loro momenti di svago.
Non comprende la bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari, l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici dipendenti.
Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non tiene
conto della salute delle nostre famiglie, della qualità della loro
educazione o della gioia dei loro momenti di svago. Non comprende la
bellezza della nostra poesia o la solidità dei valori familiari,
l’intelligenza del nostro dibattere o l’onestà dei nostri pubblici
dipendenti. Non tiene conto né della giustizia nei nostri tribunali, né
dell’equità nei rapporti fra di noi.
Il PIL non misura né la nostra arguzia né il nostro coraggio, né la nostra saggezza né la nostra conoscenza, né la nostra compassione né la devozione al nostro paese.
Misura tutto, in breve, eccetto ciò che rende la vita veramente degna di essere vissuta.Può dirci tutto sull’America, ma non se possiamo essere orgogliosi di essere americani.
Discorso pronunciato da Robert Kennedy il 18 Marzo del 1968 presso l'università del Kansas, durante la campagna elettorale per la presidenza degli Stati Uniti.
Non è mai riuscito ad essere eletto, visto che come successo al fratello John Fitzgerald Kennedy, anche lui è stato assassinato.