lunedì 10 gennaio 2011

L'etere non esiste !

Sembra impossibile, ma nonostante sia passato oltre un secolo dall'esperimento che dimostra l'inconsistenza dell'idea dell'Etere, se ne continua ancora a parlare.
Sull'esistenza dell'etere si è detto tutto e il contrario di tutto, così è molto facile trovarlo citato in testi ed articoli,  pseudo-scientifici, che lo richiamano con trionfalismo quando devono giustificare concetti vaghi, energie misteriose, effetti paranormali e quant'altro di impossibile o improbabile.
L'etere "luminifero", il presunto mezzo che secondo la fisica settecentesca doveva servire alla propagazione delle onde elettromagnetiche, luce compresa, in realtà non è mai esistito, come non esiste il suo scopritore, tantomeno l'inventore.

A questo punto, qualche citazione da Wikipedia non farebbe male :
L'Etere era la personificazione divinizzata dell'atmosfera intesa come cielo più puro. Si trattava dell'aria superiore che solo gli dei respiravano, in contrapposizione all'aria respirata dai mortali.
ma anche
L'etere, sinonimo di quintessenza , era un elemento che secondo Aristotele si andava a sommare agli altri quattro già noti: il fuoco, l'acqua, la terra, l'aria. Secondo gli alchimisti, l'etere sarebbe il composto principale della pietra filosofale.
Insomma si tratta di un concetto filosofico nato per giustificare le cose inspiegabili, una sorta di uscita di sicurezza alla quale indirizzare i concetti non meglio precisati !
Il primo a citare l'Etere, scientificamente parlando, sembra essere Newton nel 1700, che usè questo termine per giustificare un punto sul quale la luce doveva "appoggiarsi" per viaggiare.
Del resto in quel periodo la scienza era agli albori, ed era da poco uscita dal medioevo in cui Aristotele l'aveva fatta cadere, con i suoi concetti filosofici tra i quali "la natura rifugge il vuoto" (horror vacui).
Mettere un mezzo su cui appoggiare la luce, fu una sorta di necessità, anche se era priva di alcuna giustificazione tecnico-scientifica.

Oggi sappiamo bene che non esistono nè la Pietra Filosofale, nè il "Vento dell'Etere", concetti che lasciamo a maghi e ciarlatani ..... e a coloro che ci vogliono credere.

E per quanto riguarda l'Etere, sappiamo anche molto bene che non può esistere.
Lo hanno dimostrato i fisici americani Michelson e Morley nel 1887 con un noto esperimento, e lo ha confermato Albert Einstein con la teoria della Relatività ristretta del 1905, grazie alla quale funziona il sistema dei satelliti GPS che ha portato nelle nostre auto i navigatori satellitari.
Certamente nessuno di questi uomini di scienza si è esposto personalmente per dichiarare che l'Etere non esiste, ma essendo un concetto più filosofico che scientifico, non ne hanno certamente sentito la necessità.

Peccato il termine sia rimasto per troppi secoli nella credenza popolare a tal punto da rendersi quasi indelebile, tant'è che oggi si utilizza il termine nel linguaggio comune per indicare in maniera generalista la trasmissione di dati senza cavo, emissioni radio televisive comprese.
Perfino le reti tra PC sono identificate da un termine, coniato dall'americano Bob Metcalfe, che unisce la parola Etere con la parola rete (in inglese Net), dalle quali deriva il termine ETHERNET.

E allora...a proposito di reti...buona navigazione !

sabato 1 gennaio 2011

La Casa Cablata - Glossario

Questo glossario spiega i termini più importanti della rete più diffusa e semplice da installare, la Ethernet, ed è orientato a dare le basi per comprendere come è realizzato il cablaggio domestico o dei piccoli uffici.
Si occupa di questioni prettamente Hardware; le parti software sono escluse.
Per ulteriori approfondimenti, si rimanda a Wikipedia o altri strumenti del Web.



Definizioni a carattere generale

LAN
Local Area Network - la rete di apparecchiature realizzata all’interno di un ufficio o di una abitazione.
Per realizzarla servono dei cavi e dei “concentratori” ai quali fanno capo tutti i dispositivi connessi alla rete; il concentratore più utilizzato è lo switch.

WAN
Wide Area Network – sigla che identifica una rete di grande dimensioni, oggi viene usata come sinonimo di Internet.

Cablaggio Strutturato
il complesso di componenti “passivi” che realizzano fisicamente la rete Lan in un edificio; fondamentalmente si tratta dei cavi e delle prese dati.

WLAN
Wireless LAN - rete locale senza fili – rete realizzata interconnettendo i PC le stampanti ed altri terminali attraverso onde radio; il concentratore della WLAN è l’Access Point.


Architettura

Topologia della rete Ethernet - Esempio di una LAN

Nella figura si può notare una rete locale di media complessità, con :
- La parte strutturale (passiva) costituita dai cavi di collegamento;
- Gli apparati attivi , ossia le apparecchiature che smistano il traffico dati (Switch, Hub, o Router).
- I Client (terminali), ossia le apparecchiature che utilizzano la risorse che rete mette loro a disposizione;
- I Server o altre risorse condivise, ossia dispositivi che mettono a disposizione della rete le loro informazioni o servizi, come ad esempio una stampante o una telecamera.

Da notare che l’architettura della rete Ethernet non cambia con la velocità; semmai con velocità molto elevate i cavi di collegamento in rame vengono sostituiti da Fibre Ottiche.



Tecnologie delle reti cablate

Ethernet
Tecnologia "hardware" di rete standardizzata.

E’ consolidata nel mercato la versione che prevede il collegamento a stella, ossia con tutti i cavi che partono dai PC ed arrivano ad un “concentratore”.
Inizialmente, negli anni '80, la ethernet era basata su cavi coassiali (simili al cavo dell'antenna TV), ma sono state gradualmene superate da quelle odierne.

A titolo sommario ha avuto questa evoluzione :
- 10 Base-T , la prima rete di tipo cablato comparsa nel mercato; garantiva una velocità di 10 Mbit/s;
- Fast Ethernet (100 Base-TX), evoluzione che garantisce velocità nominale di 100 Megabit/secondo (equivalenti a circa 10 MegaByte/s); E’ la tecnologia maggiormente diffusa.
- Gigabit Ethernet (1000 Base-TX ), evoluzione che garantisce velocità nominale di 1000 Megabit/secondo (equivalenti a circa 100 MB/s); le schede di rete integrate nelle main board dei PC, erano solitamente di questo tipo.
- 10 Gigabit Ethernet ( 10G Base-T) , ulteriore evoluzione che assicura una velocità nominale di 10 Gbit/secondo, tecnologia pensata per server e datacenter, anche se molti PC sono ormai equipaggiati di serie con questa scheda di rete.
- 100 Gigabit Ethernet (100 GbE) è stata formalizzata nel 2010 e prevede principalmente collegamenti in fibra ottica.

Lunghezza
Le reti Ethernet tradizionali consentono eseguire collegamenti con cavi in rame di lunghezza massima pari a 100 metri, intesa come distanza dallo switch al singolo PC (e non come somma di tutti i cavi che compongono la rete).
Tipicamente chi realizza gli impianti di rete negli edifici, tiene come misura massima il valore di 90 metri, per dare all’utente un certo margine di sicurezza.


Componenti e Compatibilità
Per funzionare una rete c’è bisogno che i componenti passivi – principalmente connettori e cavi in rame – siano di una qualità idonea alla velocità richiesta. Ad esempio :

La rete Fast Ethernet (100Mb/s), per funzionare necessita di un cablaggio costituito da componenti rispondenti allo standard denominato Categoria 5 o superiore.

La rete Gigabit Ethernet, invece, necessita di cavi e connettori rispondenti alla Categoria 5e (o superiore).

Le rete 10 Gigabit Ethernet per funzionare necessita di cavi e connettori certificati alla Categoria 6 (fino a 50m) o 6A (per arrivare a 100m).



 Fibre Ottiche
 Le Fibre Ottiche sono oggi usate in modo molto diffuso, sono di semplice e rapida installazione, con conseguenti costi contenuti. Sono usate molto più di quanto si possa credere, ad esempio per collegare i piani di un grande fabbricato come un albergo o un ospedale. Le fibre ottiche si possono usare con tutte le reti (a prescindere dalla velocità), ma ovviamente sono consigliabili all’aumentare delle velocità e della mole di dati da trasferire; in ogni caso qui ci occuperemo di cavi in rame, più che sufficienti nell’ambito domestico e dei piccoli uffici.




Apparati Attivi

Cosa sono gli apparati attivi ? Sono gli apparati che gestiscono la rete, ricevendo e trasmettendo i dati dai PC e dagli altri dispositivi, come se fossero una azienda di spedizioni e trasporti. Principalmente sono Switch, Hub e Router , e sono importanti perché a loro è demandato il compito di far funzionare la rete nel modo più efficiente possibile.


Scheda di rete
NIC - Network Interface Card
Cos'è una scheda di rete ? A cosa serve ?
Si tratta di una scheda elettronica che permette il collegamento del PC con una rete.
E’ dotata da un lato del pettine per l'inserimento all'interno del PC, e da un altro lato, del connettore compatibile con la tecnologia della rete utilizzata: le interfacce Ethernet 10/100/1000 hanno il connettore RJ 45 (qui a lato una scheda Intel Pro1000).

Oggi quasi tutti i PC vengono forniti con scheda di rete, sia portatili che Desktop, ed anche alcuni Netbook; inizialmente nei desktop era una scheda inserita nelli slot di espansione, ma poi è stata gradualmente integrata nella scheda madre, come le porte USB, tanto che non sono necessarie schede di rete aggiuntive (a meno che non si voglia collegare il PC a due segmenti di rete diversi, ad esempio usandolo come firewall, ma questa è una applicazione molto specifica per utenti avanzati).


SWITCH
Cos'è uno Switch ? A cosa serve lo Switch ? Si tratta dei un dispositivo che funge da “concentratore” della rete, al quale vengono collegati i cavi provenienti da tutti i terminali (PC, stampanti, ecc), e che quindi ne costituisce l’elemento fondamentale.
Ogni cavo che arriva allo switch, viene collegato ad una presa dotata di connettore RJ45, detta “porta”.
Lo switch è un apparato che “impara” a riconoscere i dispositivi connessi, quindi instrada i pacchetti che riceve solamente al giusto destinatario, facendo un’opera di smistamento dei dati, evitando sovrapposizioni che rallenterebbero inutilmente la rete.

Da cosa dipende il costo dello Switch ? Dipende fondamentalmente da due fattori : il numero di porte e la velocità.
Lo switch medio è quello ad 8 porte con velocità 10/100, ottimale per i piccoli uffici e l’uso domestico.
La tendenza del mercato è comunque di andare verso i dispositivi Gigabit Ethernet, ossia con porte 10/100/1000.
Altre evoluzioni sono le tecnologie "Green", che riducono i consumi elettrici delle porte non utilizzate.

Autosensing
Cosa si intende con il termine "Autosensing" ? Autosensingi identifica una tecnologia hardware dei dispositivi attivi, che adatta la velocità dell’interfaccia alla velocità più elevata che offre la rete, o del corrispondente dispositivo collegato.
Questo automatismo si attiva all’accensione del PC, non durante il funzionamento, testando la velocità della rete e decidendo quale velocità adottare.
Se la procedura si conclude, tipicamente si ha l’accensione di un LED (vicino al connettore) che si accende con una colorazione che dipende dalla velocità adottata.
Ad esempio giallo = 10Mbit, verde = 100 Mbit
Se abbiamo uno switch Gigabit, ad esempio, dotato di porte 10/100/1000, ciascuna di queste all’accensione si configurerà automaticamente alla velocità del terminale ad essa collegato.

Attenzione che la velocità potrebbe essere ridotta al gradino inferiore anche a causa di cavi non idonei o posati in modo non corretto (ad esempio piegati eccessivamente).


ROUTER
A cosa serve un Router e come funziona ? E’ un dispositivo, letteralmente instradatore, atto ad interfacciare due reti di tipo diverso, tipicamente una LAN con una WAN.
I moderni Router per l’accesso ad Internet sono dotati anche di un modem interno, cosicché dal lato WAN è possibile collegare direttamente la linea telefonica.




Il router in realtà è un piccolo PC, tipicamente con sistema operativo Linux (invisibile all'utente), con decine di parametri configurabili a seconda delle necessità dell’utente, e dei livelli di sicurezza che si vogliono raggiungere.
Per funzionare necessita di un indirizzo IP per la rete interna, che dovete decidere voi manualmente o automaticamente sfruttando il software DHCP interno al router, e di un indirizzo IP per la rete esterna, che normalmente viene dall’Internet Service Provider.


Gli ultimi modelli integrano : Modem ADSL, Switch 10/100, Accesso Point Wi-Fi, ed altro ancora !


HUB
A cosa serve, un Hub Ethernet ?
Letteralmente “mozzo”, è un dispositivo al quale sono collegati tutti i cavi ethernet e che costituisce il centro della rete. E’ un apparato “stupido”, in quanto instrada i dati che gli arrivano da un PC a tutti gli altri, anche a quelli che non ne sono interessati !
Anche gli Hub sono dotati di porte RJ45, una per ogni dispositivo che deve essere collegato, ma al loro interno lavorano ripetendo i segnali in modo “elettrico”, senza alcun tipo di elaborazione.

Per questo motivo è un dispositivo che sta scomparendo, a vantaggio dei più efficenti switch.




Questioni di Velocità

Attenzione Uno
Le reti Ethernet non funzionano a velocità intermedie : o viene garantita la velocità nominale, oppure il collegamento passa al gradino inferiore (da 1000 a 100 o 10 Mb/s), con le ovvie conseguenze.

Attenzione Due
Una rete richiede che ogni parte della rete sia compatibile con il proprio standard (o la versione superiore/successiva), altrimenti funzionerà alla velocità del componente più lento.

Per esempio, se la vostra rete è dotata di PC con schede di rete gigabit e cavi Cat. 5e, ma avete uno Hub di tipo 10/100, la vostra rete funzionerà a velocità 100 Mb/s.

Don’t Panic !
E’ comunque accettabile realizzare una rete mista, sempre che lo Switch (o l’Hub) abbia la prestazione dei componenti più veloci.
Questo significa che i dati viaggeranno alla massima velocità almeno quando transiteranno tra due apparati veloci, mentre andranno lentamente quando si sposteranno tra apparecchiatura con velocità non omogeneo, o comunque lente.

Puntare al massimo….o no ???
Vale le pena realizzare, in casa o in un piccolo ufficio una rete 10GbE ?
Le prove che sono comparse nei siti e nelle riviste specializzate hanno dimostrato che è inutile in quanto gli Hard Disk o controller dei PC tradizionali non sono in grado di sostenere queste velocità.
Anche la rete Gigabit Ethernet, che potenzialmente può trasferire oltre 100 MByte al secondo, ha tutte le caratteristiche per mettere in ginocchio i PC anche più evoluti.
Basta infatti che il nostro PC sia quel poco rallentato dal disco frammentato o dall’antivirus, che il trasferimento dati si riduca a meno di 40 MB/s.
In pratica, la mole di dati da trasferire in questi ambiti non è così vasta da richiedere tecnologie maggiori della Gigabit Ethernet.
Sarebbe come montare le ruote da Formula 1 ad una auto come la 500 : belle da vedere ma impossibili da sfruttare nelle loro performance.
La componentistica Gigabit Ethernet è quindi largamente sufficiente per le attività di un ufficio medio o per la rete di casa.


Colli di bottiglia

Sicuramente le applicazioni multimediali sono quelle che possono mettere alla prova una rete in modo più pesante; basta pensare allo spostamento di un file di 700MB da un CD verso un Hard Disk remoto.
Per contro si tratta di operazioni più probabili in ambito casalingo che in ambito lavorativo, per cui una scelta oculate e lungimirante è d’obbligo.
I componenti che possono compromettere la velocità della rete sono, prima di tutto lo switch ed in secondo luogo i cavi.
Il vostro PC vi sembra lento con la scheda Ethernet integrata 10/100 ? Valutate se non sia il caso di disabilitarla ed installare una nuova scheda di rete con tecnologia Gigabit Ethernet.


Componenti Passivi

Per predisporre una rete in un edificio, ufficio o abitazione, sono necessari fondamentalmente cavi e prese, componenti “elettrici” denominati anche cablaggio passivo.
Vediamo le terminologie più significative.

Categorie
La qualità dei componenti al fine di garantire la trasmissione dei segnali elettrici ad alta frequenza delle reti, è denominata “Categoria”, come dagli standard industriali ANSI/TIA/EIA.
Maggiore è il numero della categoria, maggiore è la velocità che il componente riesce a garantire.

Le categorie attualmente più in uso sono :

- Categoria 5 : standard per i componenti, atto a garantire la realizzazione di reti con una velocità di 100Mbit/s (Fast Ethernet); è stato soppiantato da standard più efficienti ed evoluti, e questi componenti non vengono ormai più commercializzati.

- Categoria 5e : standard per i componenti di rete che garantisce una velocità di 1000 Mbit/s (Gigabit Ethernet); è quello maggiormente diffuso .
Offre un rapporto prezzo/prestazioni ottimale per l’impianto domestico e per i piccoli e medi uffici. Lunghezza massima dei collegamenti : 100 metri, intesa come distanza dallo switch al singolo PC (e non come somma di tutti i cavi che compongono la rete).

- Categoria 6 e 6A: standard per i componenti di rete che garantisce una velocità di 10 Gbit/s ; questi componenti, proprio per la maggiore qualità e minore attenuazione del segnale, costano circa il doppio della Categoria 5e.
Lunghezza massima dei collegamenti : 50 m Cat. 6, 100 metri Cat. 6A.


UTP , Unshielded Twisted Pair, cavo in rame non schermato; è il classico cavo utilizzato per realizzare la rete Ethernet, composto da 8 fili ritorti in modo da formare 4 coppie; i colori sono standardizzati dalle norme americane EIA/TIA; è quello che interessa il nostro tipo di impianti;



FTP/STP, cavi Ethernet schermati, con schermatura complessiva il tipo FTP, e con schermatura anche su ogni singola coppia, nel cavo STP. Generalmente destinati agli ambienti industriali e non interessano le reti domestiche o dei piccoli uffici-. La realizzazione di una rete cablata “schermata” richiede necessariamente un impianto di messa a terra molto efficiente; Senza questa certezza è  assolutamente da evitare in quanto è probabile che il cablaggio strutturato diventi una sorta circuito equipotenziale, con imprevedibili ed incontrollabili correnti in circolo attraverso le schermature dei cavi, con tutti i pericoli che ne conseguono.


Per un approfondimento sulla questione dei cavi schermati, rimando al portale Electroyou
http://www.electroyou.it/m_dalpra/wiki/cavi-utp-o-schermati#Condominio_Cablato.3F



RJ 45 : standard dei connettori maschio/femmina delle reti Ethernet (sono dotati di 8 contatti); è connettore nato negli USA per la telefonia, poi utilizzato per i collegamenti telefonici ISDN.
RJ 11 : standard per i connettori usati nella telefonia (dotati di solo 4 contatti)
Pinza a Crimpare o “a compressione” : attrezzo usato per fissare la spina maschio RJ45 ai conduttori; si usa per realizzare spezzoni di cavo su misura; solitamente la stessa pinza può realizzare anche i connettori RJ11.


Patch cord : cavo di breve lunghezza (circa 2 metri) usato per connettere il PC alla presa a parete, oppure per collegarlo direttamente allo Switch; è realizzato con i connettori maschio RJ45; i fili sono riportati in eguale ordine ai due estremi (cablaggio standard);



Cavo Crossover o Cavo Incrociato, cavo ethernet per uso speciale, similare il Patch cord, ma con i conduttori “incrociati”, cioè collegati in modo invertito, utilizzato tipicamente per connettere due apparati attivi. Può essere usato anche per collegare due PC direttamente (senza alcuna rete). Questi cavi stanno andando scomparendo grazie alle recenti tecnologie degli Switch, che adattano automaticamente il funzionamento delle porte a seconda che il tipo di periferica collegata, e per la quale basta utilizzare i cavi standard.

A PROPOSITO DI CAVI....  il cavo Categoria 5e nella stragrande maggioranza dei casi, è utilizzato con schede "Fast Ethernet", cioè che viaggiano a 100 Mbis/s. Fin qui nulla di strano, ma c'è un elemento utile che quasi nessuno vi dice : queste schede utilizzano solo 2 coppie del cavo Cat5e, quindi avete altre 2 coppie libere per fare quello che volete.
Basta acquistare un economico "sdoppiatore" ed ecco che si può collegare un secondo PC allo stesso cavo, oppure un telefono, un fax, una stampante, ecc.


Tecnologie delle reti senza fili

Wi-Fi
tecnologia standardizzata a livello normativo per realizzare una WLAN; è la più diffusa a livello commerciale.
 
Access Point
Dispositivo che instrada i dati che transitano nella rete cablata verso i dispositivi senza fili (Wireless) e viceversa.
Oggi nel mercato sono molto diffusi i Router che integrano al loro interno un Access Point per la rete Wi-Fi.





L'angolo delle Curiosità

L’invenzione di Ethernet

La rete Ethernet è stata inventata dal tecnico della Xerox, Bob Metcalfe nel 1973, che successivamente ha fondato la nota società 3Com, produttrice dei più svariati dispositivi di rete.

Nel frattempo, visto il successo delle sperimentazioni, fu formato un gruppo di imprese di interesse, costituito da Xerox, Intel e Digital, che formalizzarono lo standard Ethernet il 30 Settembre 1980.
Benché fosse meno efficiente della Token-Ring di IBM (un anello in fibra ottica) ha preso il sopravvento per la praticità di installazione, l’economicità, la facilità d’uso, la sostanziale assenza di problemi ed il buon funzionamento con il protocollo TCP/IP.
Le successive evoluzioni, a sempre maggiore velocità, hanno sancito quindi il successo definitivo e la scomparsa di tutte le altre tecnologie (FDDI, ATM, ARCNET, ecc).
Anche la Ethernet comunque ha perso qualche pezzo per strada : prevedeva infatti anche due versioni per realizzare tratte anche molto lunghe con cavi coassiali, tipo antenna, che Metcalfe nel ’73 aveva chiamato simbolicamente “the Ether”.
Alla fine ha prevalso la tecnologia con il cavo più semplice ed economico, il cavetto con 4 coppie, che consente tratte fino a 100m.

Una curiosità per finire :  la rete Ethernet che usiamo oggi, dal punto di vista strutturale, rimane quella del disegno della Tesi di Metcalfe del 1973 : i cavi corrispondono a quello rosso indicato come “Interface cable”, mentre la spina dorsale che doveva essere un coassiale in giallo indicata come “the ether”, è oggi ridotta a pochi centimetri; è praticamente il BUS che si trova all’interno dei dispositivi attivi (Hub e Switch).



domenica 26 dicembre 2010

E' Natale quando...




Se riesci a perdonare chi ti ha offeso, é Natale.
Se ti impegni perché vi sia giustizia tra gli uomini, è Natale.
Se sollevi dal dolore chi soffre, è Natale.
Se tendi una mano verso i bisognosi, è Natale.
Se regali un sorriso anche ad uno sconosciuto, è Natale.
Se riconosci con umiltà i tuoi limiti, è Natale.
Se vivi seminando fiori senza spine, è Natale.

Se in te c'è amore per tutti, è veramente Natale.

Buon Natale

martedì 30 novembre 2010

L'esagerata avversione al Tram di Mestre


Come ampiamente riportato dai giornali dei giorni scorsi, siamo ormai a poco meno di un mese dalla messa in in servizio del Tram di Mestre.
Confesso di essere sempre stato contrario, ma per un motivo molto semplice : le strade di Mestre non sono paragonabili alle dimensioni di altre città italiane ed europee dove i Tram corrono da decenni.
Il risultato, data la presenza della pericolosa rotaia, è che oggi abbiamo una Mestre poco amica dei ciclisti.
Devo comunque ammettere che il Tram comporta dei vantaggi : zero inquinamento atmosferico, zero rumore, zero incidenza del costo del petrolio, ed infine, zero dislivello per salirci, utile per anziani, disabili e mamme con passeggino.
Giunti a questo punto, come cittadino dotato di buon senso, ritengo doveroso metterlo in servizio quanto prima possibile, sia per la garanzia che per evitare l'invecchiamento di convogli, cavi e rotaie.
Eppure, in questi giorni sento ancora esponenti politici locali parlare del suo smantellamento : francamente mi sembrano esternazioni assurde e prive di una qualunque utilità.
Cosa si dovrebbe fare ? Far arrugginire nel deposito le vetture , costate 48 milioni di euro ?
Oppure, demolire tutte le corsie in cemento armato ? E con quali soldi ?
Da quando in qua chi sta all'opposizione lotta per la demolizione di opere pubbliche ?
Sono affermazioni irresponsabili perché istigano i cittadini a remare contro i loro stessi interessi.
Vista quindi la mancanza di proposte costruttive, ne faccio una io : creare una passerella ciclopedonale sul Marzenego.
Si creerebbe un percorso alternativo e sicuro per i ciclisti, che eviterebbero la circolazione sul ponte di Via Colombo.
E' una proposta da cittadino di buon senso, alla ricerca di opere utili per la città, quale dovrebbe essere la missione di tutti i consiglieri sia comunali che municipali, e soprattutto, sia di maggioranza che di opposizione.
Nessuno escluso.


Foto by commons.wikimedia.org

sabato 30 ottobre 2010

Berlusconi ? Voglio di Meglio



Francamente, da cittadino, non riesco più ad accettare che alla guida del governo, l'uomo che più rappresenta il paese, ci sia Silvio Berlusconi.
Tralasciamo per un attimo i processi che lo coinvolgono, le illazioni degli avversari politici o gli scoop giornalistici tutti da verificare, e vediamo gli episodi palesi.
Sono tali e tanti da convincermi che tutto è, tranne che la persona più adatta a rappresentare l'Italia all'estero ed a noi stessi italiani.
Come accettano, i sempre più numerosi disoccupati, che il capo del Governo nel weekend organizzi festini con belle ragazze nelle sue ville milionarie ?
Come accettano, le famiglie italiane, che il Quoziente Familiare, strumento atto a redistribuire più equamente i redditi e che si rivela necessario proprio in questo momento di crisi, venga continuamente rinviato ?
Come accettare che un uomo divorziato due volte e sorpreso con le Escort, venga a presentare la Conferenza Nazionale della Famiglia, in programma a novembre a Milano ?
Ed infine, come accettare che il presidente del consiglio si diverta raccontando vergognose barzellette sugli avversari politici, magari condite con anche una bestemmia ?
Non so voi, ma io sinceramente questa situazione non posso più accettarla.
Spero per lui che passi assolto in tutti i processi che lo vedono imputato, e poco mi importa che passi il Lodo Alfano.
Ma voglio avere un altro presidente del consiglio, uno che rispetti chi ha perso il lavoro, uno che si impegni a redistribuire i redditi tra i più fortunati e i meno fortunati, uno che rispetti i cittadini, gli avversari politici, e le donne.
Uno che sia di esempio per i nostri figli. 

venerdì 8 ottobre 2010

Imagine - la contraddizione di John Lennon



Oggi Google festeggia i 70 anni dalla nascita di John Lennon, inserendo nel logo Google un breve clip della famosa canzone Imagine, composta nel 1971.
Rileggendo il testo della canzone, pur molto bella, si trova una evidente contraddizione :

Immagina non ci sia il Paradiso prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente viva al presente...

Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire e nessuna religione
Immagina che tutti vivano la loro vita in pace...

Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o fame La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente condividere il mondo intero...

Puoi dire che sono un sognatore
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno e che il mondo diventi uno


Da un lato Lennon auspica che non ci siano religioni, nè paradiso e nè inferno, mentre dall'altro ha desiderio di portare la pace e la fratellanza tra tutti gli uomini, come disse Gesù Cristo "amatevi gli uni gli altri".

Forse non è di Dio che gli uomini hanno paura, ma della religione, che è fatta di altri uomini.

domenica 26 settembre 2010

Il tempo è finito !



Ogni tanto mi piace riprendere a leggere qualche capitolo del libro "La fine del tempo" di Julian Barbour, un fisico teorico inglese, e ogni volta mi convinco sempre più che se voleva dimostrare la non esistenza del tempo, abbia scelto il modo più complicato.
Io penso che Barbour abbia sollevato un altro grande velo, come quello di De Broglie, ma che sia andato leggermente fuori strada.
Non possiamo dire che il tempo non esiste, in quanto ci siamo dentro dalla testa ai piedi, e basta guardare una nostra foto di qualche anno fa per rendercene conto.
Forse invece si potrebbe azzardare un più mite "Sembra che per le particelle il tempo non esista".
Proviamo a fare mente locale pensando al famigerato esperimento della doppia fenditura, esperimento che tante discussioni crea ed ha creato nel mondo scientifico.

Ebbene oggi sappiamo che la figura di interferenza si ottiene anche "sparando" particelle massive, come gli elettroni, e soprattutto sparandole una alla volta !!!!
Questo è uno dei più staordinari esperimenti della fisica quantistica, che dimostra come le particelle interferiscono tra loro, sebbene presenti in momenti diversi.
Come si potrebbe spiegare questo comportamento ?
Una delle spiegazioni possibili è quella che per le particelle il tempo non esista, quindi la figura di interferenza appare perchè le particelle, nella loro "vita" è come se fossero state sparate verso la doppia fenditura, tutte contemporaneamente.
Siamo noi che viviamo "nel tempo" per cui vedendo il fenomeno al rallentatore, non riusciamo a darne una spiegazione logica.
L'esperimento confermerebbe l'asserzione di De Broglie secondo cui tutte le particelle, anche quelle massive, siano in realtà delle onde, ma ciò si scontra con la necessità per le onde di viaggiare "contemporaneamente" per generare la figura di interferenza.
Forse l'elettrone, quando viene sparato verso il bersaglio, diviene onda ed "esce momentaneamente dal tempo" in un luogo dove trova tutti gli altri compagni di avventura con i quali fare interferenza.
Il bersaglio infatti costringe la funzione d'onda di Schroedinger della particella a collassare in un punto : in pratica l'onda... ridiventa massa, o meglio torna nel mondo ordinario nel quale è presente il tempo.
Le onde pilota di David Bohm, e l'interpretazione dei multi mondi di Everett avrebbero davvero i minuti contati.
Un altro elemento a favore di questa "congettura" è il fatto che il principio di indeterminazione di Heisenberg si applica anche alla coppia energia-tempo : due variabili-osservabili incompatibili tra loro.

Quando accendiamo una lampadina, quindi, i fotoni (energia) che si staccano da essa "escono" dal tempo fino a che non incontrano un oggetto sul quale fermarsi e trasferire la loro energia : nel tragitto sono onde=energia, e non conoscono il tempo, poi quando urtano un elettrone entrano a far parte di un oggetto massivo e tornano con i piedi per terra nel mondo reale, con l'assillo del 2o principio.

Conclusioni
Il tempo non esiste ?
Non esageriamo, ma forse davvero c'e' qualcosa che quando vuole riesce a farne a meno.
Solo che per provarlo bisognerebbe diventare tanto tanto tanto ....piccoli !