martedì 29 aprile 2014

Europa e Africa - Petrolio a picco

Qualcuno ancora crede che il petrolio non stia finendo.
Forse in Russia o in altri continenti no, ma date un'occhiata a questi grafici :

1. Europa

2. Asia



3. Shell
E' vero, ci sono stati in cui la produzione petrolifera sta aumentando, ma con quali costi ?  Questo grafico mostra la produzione della Shell, che evidentemente è in calo perchè il petrolio a buon prezzo è sempre meno disponibile (una compagnia privata non commercializza i prodotti in perdita).



4. Mondo

Come si vede con questo grafico, la produzione mondiale sembra essere aumentata, ma in realtà è in calo, perchè il dato globale è "drogato" della produzione di Shale Oil che arriva dagli Stati Uniti.

Ma fino a quado durerà ???


Approfondimenti
[13.3.2014 - crudeoilpeak.info]  World crude production 2013 without shale oil is back to 2005 levels
[23.2.2014 - crudeoilpeak.info]  Geelong refinery sold as Shell’s oil production continues to decline


sabato 26 aprile 2014

Attenti ai gufi !

I gufi del malaugurio in questi giorni si stanno moltiplicando a bizzeffe, soprattutto quelli che prevedono catastrofi economiche & finanziarie. Ma quel che è peggio è che le loro argomentazioni... non fanno una grinza.
PS : i nomi sono sconosciuti, ma non ha importanza : quello che importa è ciò che dicono.



Gufo n. 1 - Giovanni Zibordi
Scrive il noto consulente economico nell'articolo Anche con Renzi Siamo Fottuti , pubblicato nel suo forum alla categoria "Next is Italy, La Prossima è l'Italia" (sottinteso.... a fare Crack..dopo la Grecia) :
"... Sui giornali c'è scritto che Renzi riduce le tasse, ma nel loro documento ufficiale è scritto che le aumenta, di 9 miliardi. Basta leggere, non i giornali ovviamente, ma il documento del DEF, anzi solo la tabella che lo riassume....
Ora, uno può dire che lo stato paga però anche circa 80 miliardi di interessi, grazie a cui crea comunque un "Deficit pubblico", anche se ogni anno. Ma a chi vanno questi soldi ? Solo circa 30 miliardi vanno a famiglie e imprese cioè all'economia italiana, il resto va a investitori esteri e banche. 


Gufo n. 2 - Moneynews.com
In una news del 25 Aprile, intitolata Pericolo : Le azioni collasseranno del 50% nel 2014 ,  sono riportate le opinioni di una serie di tecnici esperti del settore degli investimenti azionari.

"Non dobbiamo essere sorpresi da un imminente e grave crollo del mercato azionario", dice  Mark Spitznagel, un Manager di hedge fund molto noto per i suoi guadagni nella crisi del 2008.
Ma sfortunatamente non è l'unico.
"Siamo in una gigantessa bolla speculativa, che potrebbe scoppiare in qualsiasi momento" avverte il consulente e found manager svizzero Marc Faber, che non esita ad incolpare il governo Obama e la Federal Reserve sul modo in cui stanno gestendo la crisi.

Da non tralasciare, l'indicatore che usa il miliardario Warren Buffett, un indicatore che da indiscrezioni si dice stia oltrepassando la soglia di allerta, ad indicare di vendere tutto perché un collasso dei mercati sta per accadere.


Gufo n.3 - munknee.com
Dice l'analista Toby Connor "Le conseguenze di 5 anni di speculazione stanno venendo al pettine ! In Maggio o Giugno la parabola del mercato azionario collasserà e sarà seguita da un massiccio picco nei prezzi delle commodiy - in particolare oro & artento - che faranno collassare l'economia globale."

Ma anche l'esperto di metalli preziosi Jason Hamlin non usa mezzi termini "La pressione sul Dollaro appare in un crescendo per cui la caduta degli aiuto potrebbe causarne un declino pesante; il beneficiario di questa crisi non potà che essere l'oro, che assumerà valori molto elevati".


Gufo n. 4 - SRSrocco Report
Le borse asiatiche (ma anche la Cina) stanno già facendo incetta di oro, come riportato nel sito SRSrocco Report "U.S. exports : a record amount of gold to Hong Kong in january", acquistando proprio oro americano, cioè liberandosi di Dollari.


....Chissà perchè ?






Gufo n. 5 - Tyler Durden
C'è poco da dire, a proposito del commentatore politico-economico più famoso e più sconosciuto del mondo, visto che nel solito sito zerohedge.com ha pubblicato un post dal titolo molto eloquente  Vendere in maggio ? .
Del resto un grafico, qui sotto riportato, spiega che storicamente il mese più redditizio dell'anno è aprile, e quindi cosa fare in maggio se non.. vendere ?


I drammi delle miniere di metalli preziosi


Primo dramma : le miniere d'oro abbandonate

Il primo dramma è quello che colpisce, nel Sudafrica,  i disperati  che si infilano nelle 6000 miniere d'oro abbandonate e cercano "abusivamente" qualche briciola di minerale prezioso nella speranza di uscire dallo stato di povertà nel quale si trovano.

Il grido di allarme è stato lanciato da Bloomberg, il sito internazionale di informazioni economiche e finanziarie, che racconta cosa sta succedendo alle bande di disperati che si infilano dentro i chilometri di cunicoli abbandonati nei quali spesso rimangono sepolti viti, come accaduto lo scorso febbraio, con 200 persone intrappolate (qui la notizia riportata da repubblica.it).
Il governo locale stima che siano circa 14.000 le persone lavorano illegalmente nelle miniere abbandonate, mettendo seriamente a rischio la propria vita.

Ma per coloro che riescono ad uscire vivi dalle miniere con qualche pietra tra le mani, la meta di riuscire a trasformarli in qualcosa per sfamare la propria famiglia è ancora lontana.
Questi poveracci, infatti,  non avendo i giusti macchinari,  per estrarre l'oro sono costretti a fare una brodaglia con polvere di roccia e mercurio manipolandola a mani nude, con tutti i rischi per la salute che ne derivano.
Una storia alla quale si aggiunge criminalità e prostituzione, che parte dalle "gang wars", le battaglie che si danno bande di delinquenti senza scrupoli per prendere possesso dei cunicoli abbandonati.


Secondo dramma : la fine dell'Argento a buon mercato

Questo secondo "dramma" riguarda le miniere d'Argento, ma non è relativo a fattori umani, quanto alla loro redditività.
Lo segnala con l'articolo The dark side of the silver mining industry , Steve St. Angelo, l'analista che pubblica informazioni sui metalli preziosi nel sito SRSrocco report.
La questione è molto semplice : la redditività delle maggiori 6 maggiori compagnie minerarie mondiali che estraggono argento sta diminuendo vistosamente perchè sta diventando sempre più difficoltoso estrarlo.
Un calo di oltre il 6% annuo.


Tutto sta nel grafico sopra riportato , che riguarda il periodo 2005-2013 : mentre la quantità di argento prodotto rimane abbastanza costante (le barre blu verticali, in milioni di once), in 9 anni si è invece dimezzata la quantità minerale che si ricava da una tonnellata di roccia : si è cioè passati da 13 once a 7,6.
Significa che per mantenere la produttività della miniera, bisogna scavare il doppio !

Tra l'altro, a proposito di costi che si riperquoteranno nel minerale, la miniera messicana di Fresnillo dal 2008 al 2013 per mantenere la stessa produttività, ha dovuto raddoppiare il numero di lavoratori impiegati !

  
Questo significa una cosa sola : l'esaurirsi delle risorse non è solo una minaccia per il settore petrolifero, ma è già presente nel settore minerario.
Anzi, dal grafico possiamo capire che il "picco dell'argento" lo abbiamo abbondantemente passato.


PS

Naturalmente, Steve St. Angelo, non manca di denunciare come le stesse compagnie evitino di divulgare agli organi di informazione finanziaria queste notizie per non "turbare" i mercati nei quali loro stesse sono quotate.
Ma questo è assolutamente normale (nulla di nuovo sotto il sole).


Approfondimenti
[16 Feb 2014 - Repubblica.it]  Sudafrica, oltre 200 operai bloccati in miniera d'oro illegale
[24 Apr 2014 - Bloomberg.com]  Deadly illegal mining booms below South African city of Gold
[17 Apr 2014 - SRSroccoreport.com]  The dark side of the silver mining industry












venerdì 25 aprile 2014

Preoccupazioni in Alaska...per la fine del petrolio

L'Alaska, con 542.000 barili di petrolio estratto al giorno si piazza al quarto posto negli Stati Uniti come produttore di petrolio, cioè oltre 2300 camion cisterna al giorno.
Ma questi numeri non sono nulla a confronto dei 2 Milioni di Barili al giorno che venivano estratti negli anni '90, come ci dice il grafico qui sotto.



Il grafico parla chiaro : proprio negli anni '90 l'Alaska ha superato il proprio massimo nella produzione di petrolio (cioè il picco), ed ora la produzione cala sempre più, tanto che il governo locale dovrà tagliare la spesa perchè i proventi della tassazione incamerati grazie all'industria petrolifera stanno calando vistosamente.
Secondo le stime dell'Agenzia dei redditi dell'Alaska, si passerà dai 6,3 miliardi di Dollari del 2013 a 4,3 per il 2014 fino a 3,9 previsti per il 2015, .

Che dire, cifre enormi...in caduta libera.

Ora le autorità dell'Alaska stanno pensando ad una revisione del sistema delle imposizioni fiscali in modo che l'industria petrolifera non cessi di investire nelle estrazioni, ma gli esperti economici nutrono forti dubbi che si potranno ottenere risultati significativi.


Approfondimenti
[oilprice.com]  Why Alaska Increasingly Resembles A Petro-State
[washingtonpost.com]   Alaska revenue to fall $2 billion after oil tax cuts take effect

martedì 22 aprile 2014

La casta dell'Euro si sta incrinando

Incredibile ma vero : ad un convegno internazionale tenutosi a Roma il 12 Aprile scorso, presenti numerosi esperti economici, la maggioranza era di favorevoli all'uscita dell'Italia dall'Euro !!

E' stata una giornata "full immersion" sul tema Euro, organizzato dall'associazione italiana per lo studio delle asimmetrie economiche, al quale erano presenti numerosi economisti (Claudio Borghi, Alberto Bagnai), politici (Gianni Alemanno, Guido Crosetto, Stefano Fassina, Matteo Salvini) e altri esperti del settore italiani e stranieri.
Interessante il dibattito conclusivo, a fine pomeriggio, con la quale si è evidenziato che praticamente solo Fassina (PD) era contrario all'uscita dall'Euro, sebbene abbia ammesso che l'Euro è stata una forte causa del nostro "disastro".
Ma và ?

https://www.youtube.com/watch?v=9D9g7vkbpaI
Convegno Roma 12 Aprile 2014 - Un'Europa senza Eruro

Comunque a prescindere dagli "opinionisti", la storia non cambia, basta guardarsi in giro per accorgersi in che disastro ci ha portato l'Euro : aziende che chiudono, disoccupazione, inflazione negativa, prezzi delle case a picco, ecc...

Recessione globale ? Sembrerebbe di no, visto che dal 2008 a oggi solo l'Italia ed i paesi periferici dell'area Euro sono andati male rispetto a tanti altri paesi del mondo.



Se non avete il tempo di guardarvi i video della giornata (sono 4+4 ore !!)  potete guardare l'ultima ora di dibattito, oppure potete dare uno sguardo al resoconto curato dall'economista Giovanni Zibordi nel sito cobraf.com.


A proposito, ma l'Euro conviene ?
Vorrei ricordare che senza leggersi tutto il libro di Alberto Bagnai, in rete c'è qualcuno che ha calcolato se ci conviene restare o uscire dall'Euro (ed istituire una moneta nuova e tutta nostra) : il sito scenarieconomici.it: EURO: Analisi di dettaglio del perchè all’Italia conviene uscire



A proposito di "disinformazione"
Non so se l'avete notato, ma di questo convegno, nel quale si è parlato del nostro futuro, gli organi di informazione non hanno dato nessuna notizia.
Che sia colpa ma ? Che me la sia lasciata sfuggire ??
Forse, fatto sta che ad una lettera inviata al Corriere della Sera lo scorso 9 Aprile dai nostri "eurotecnici" (Bini Smaghi, Saccomanni, ecc.) "Uscire dall’euro, una tentazione pericolosa", è stato dato largo spazio, e senza alcuno spazio per le repliche.
Non lo trovate strano ?

Fortunatamente qualcuno ha trovato il tempo e la forza di ribatterla punto su punto :  Ritorniamo alla lira? Zibordi commenta Bini Smaghi e Saccomanni  (scenarieconomici.it)



PS : Ma il vero giornalista non era quello che faceva sentire tutte e due le campane ?



Approfondimenti
[asimmetrie.org] -  I video di tutto il convegno del 12.4.2014 
[corriere.it] - Lettera "Uscire dall’euro,una tentazione pericolosa"


sabato 19 aprile 2014

Mercati Globali - Crisi Globale

I media come al solito non ne parlano, ma è un dato di fatto che le pagine sulla possibile brutta piega che potrebbe prendere (a breve) l'economia mondiale, in rete sono veramente tantissime.Il web (in lingua inglese) è stracolmo all'inverosimile di consulenti finanziari, esperti di metalli preziosi, analisti e giornalisti economici di rilievo che parlano di questo problema, e generalmente tutti alla fine dei discorsi, vedono nero.

Tra l'altro, quel che emerge per la maggiore è che i problemi degli Stati Uniti sono solo la punta dell'iceberg, perchè le economie, e soprattutto gli indebitamenti, sono tutti interconnessi.
La caduta degli USA potrebbe ben presto riflettersi in tutti i mercati e soprattutto in tutti i commerci mondiali, aggravando (e non di poco) la crisi già pesante.

Uno dei problemi è quello degli enormi debiti accumulatisi in Cina nella speranza di una "crescita infinita", come riportato nella  panoramica sulle bolle speculative in atto che si trova sul sito del Sole 24 Ore (Il Nasdaq vacilla, ma non è solo l'hi-tech a tremare: ecco tutte le bolle finanziarie candidate a scoppiare), che ne riporta ben nove, ma forse non sono nemmeno tutte !


A proposito di Cina, non sorprende quindi che Li Ka-Shing, imprenditore di Hong Kong, uno dei 10 uomini più ricchi del mondo, stia vendendo tutti i suoi investimenti in Cina, come da notizia riportata sul sito www.sovereignman.com The richest man in Asia is selling everything in China , che il sito argentofisico ha tradotto in italiano (Link qui).

 La crisi cinese sta infatti anche i mercati delle materie prime, come Rame e Ferro, dai cui problemi l'editore di periodici finanziari Greg Canavan, trae spunto per osservare come il pericolo dello scoppio della bolla cinese non sia tanto lontano da venire, riportato nell'articolo Illusioni sull'origine della ripresa economica .
Soprattutto sul rame di articoli ce ne sono a bizzeffe, come ad esempio questo su metallirari.com dal titolo La grave malattia del rame si chiama Cina e potrebbe essere una pandemia, ; rame infatti significa impianti, tecnologia, nuove costruzioni e cioè "economia reale che gira".
Un calo nelle vendite del rame significa invece un chiaro segno di "recessione", un segnale che arriva in modo molto più veloce di tante analisi.
E il rame in calo significa anche sofferenza per tutti i paesi dell'america latina che ne sono produttori, come ad esempio il Cile; un ulteriore segno della globalizzazione della crisi.

A proposito di bolle speculative, vorrei ricordare anche quelle immobiliari, delle quali una molto importante si trova ancora una volta in Cina, come riportato dal sito investireoggi.it nel post In Cina la crescita rallenta e la bolla immobiliare rischia di scoppiare , nel quale ancora una volta si evidenzia il problema del rallentamento dell'economia cinese, ma ci sono anche i sintomi dei primi Default.

La bolla immobiliare viene segnalata anche in modo insistente a Londra ma soprattutto negli Stati Uniti, come riportato in questo articolo di David Stockman, La Bolla Immobiliare 2.0, visto che la storia si ripete con quanto già accaduto nel 2008 con i famigerati "mutui subprime".

Altri approfondimenti
[www.ilsussidiario.net]  Cina e Hong-Kong : la crisi può arrivare da oriente

10 e più canzoni nostalgiche



1. Josè Feliciano - Che Sarà [1971]
2. RAF - Cosa resterà degli anni 80  [1989]
3. 883 - Gli anni [1995]
4. Fiorella Mannoia - Il tempo non torna più  [1988]
5. Amedeo Minghi - Vita Mia  [1989]
6. Gino Paoli - L'ufficio delle cose perdute  [1988]
7. Roberto Vecchioni - Bei Tempi  [1985]
8. Luca Barbarossa - Via Margutta  [1986]
9. Antonello Venditti - Dolce Enrico  [1991]
10. Lucio Dalla - Tempo  [1990]

11. Eros Ramazzotti - Canzoni Lontane  [1990]
12. Albano & Romina - Nostalgia Canaglia  [1987]
13. Pooh - Tanta voglia di lei  [1971]
14. Dik Dik - L'isola di White  [1970]
15. Marcella Bella - Montagne Verdi  [1972]
16. Riccardo Cocciante - Cervo a primavera  [1980]
17. Eugenio Finardi - Dolce Italia  [1990]
18. New Trolls - Quella carezza della sera  [1978]
19. Maurizio Vandelli & C.- Come passa il tempo [1993]