domenica 24 agosto 2014
Il mondo è come un immenso centro commerciale
Il mondo è come un immenso centro commerciale.
Soltanto che in questo immenso centro commerciale, ci sono personaggi che continuano ad aggiungere piani uno sull'altro, senza pensare che prima è necessario rinforzare le fondamenta.
Sono finanzieri, speculatori e giocatori di borsa che, visto il giro d'affari, trovano comodo che i loro investimenti aumentino vertiginosamente il loro valore, anche se questo manca di tutto il contatto con la realtà.
Non ci credete ? Proviamo a fare un giro per vedere come stanno le cose.
Nella nostra visita al centro commerciale partiamo dall'Ala Ovest dove i lavori di sopraelevazione dei negozi prosperano : è la zona dei Negozi Uniti.
Qui la potentissima direttrice, Janet Yellow, benedice i lavori dando ordine di stampare tonnellate di buoni acqusto di colore verde che i negozi usano a fondo perduto per l'acquisto dei materiali da costruzione.
In particolare ci sono i commercianti della Strada del Muro che alla vista di cotanta disponibilità, festeggiano e lavorano anche di notte pur di inaugurare nuovi spazi ed iniziare ad incassare.
Del resto, anche dal Palazzo Bianco, da dove dipendono le autorizzazioni per l'elevazione dell'ala ovest, il consiglio comunale continua a rilasciarle senza considerare le ripercussioni future sulla città e senza verificare la staticità delle fondamenta, ma pensando solamente alle tasse incassate.
Passiamo ora alla parte più vecchia del centro commerciale : è l'ala centrale, dove gli affari vanno molto a rilento, tanto che il direttore Mario Drake sembra perplesso sul da farsi; i commercianti dei piani alti vogliono procedere a sopraelevazioni anche in assenza di incentivi, quelli dei piani bassi invece attendono che il direttore eroghi stanziamenti a fondo perduto, tanto che qualche giornalista buontempone ha iniziato a chiamare quest'area zona buco.
In realtà nella zona buco, occupata dai commercianti di carne di PIGS, le vibrazioni dovute ai lavori di sopraelevazione hanno causato davvero danni : il crollo del negozio Aristotelis e un'ampia crepa allo sportello bancomat dei Lusitani.
Nonostante gli eventi che dimostrano la pericolosità di sopraelevare la vecchia Ala Centrale, anche il consiglio comunale di Stra-Burgo, che sovrintende le autorizzazioni ai lavori, propende per un lascia fare, senza accorgersi che rischia di tradursi in un lascia crollare.
Misteri su quali siano le politiche commerciali che vuole intraprendere il ristorante Pizza e Spaghetti visto il continuo cambio del suo direttore. Tra i commessi, riuniti in assemlea sindacale, qualcuno ha suggerito di uscire dalla zona buco, ma la maggior parte di loro non ne vuole sapere di fare scale in salita con il peso degli scatoloni, quindi decidono di raccogliere le firme per richiedere al direttore Mario Drake la costruzione di un ascensore. Anche La Corrida sta praticando la sopraelevazione dei piani in modo di aumentare il giro d'affari, ma lo fa tagliando sul personale, con il rischio di una rivolta da parte dei commessi.
Di aiutare i negozi danneggiati la grande birreria Angelina Marche non ne vuole sapere, mentre la pasticceria Crepes è troppo presa dalle incrinature alle proprie vetrate per occuparsi dei problemi degli altri, così nel caos nessuno decide nulla.
Fanno storia a parte il pub Tè e Cornamuse, che starebbe per separarsi in due distinti negozi, ma dicono che non potrà più contare sulla vendita dell'Olio Grezzo del Nord, visto che la piantagione di alghe marine si è quasi estinta.
E poi c'è il negozio di orologi Montagne Alpine, neutrale come al solito, che diversamente dagli altri vuole attivarsi per rinforzare le fondamenta : manca solo che l'assemblea dei soci per l'autunno deliberi la spesa.
L'unico che sembra disinteressato a tutti questi problemi è Ba-Zar, il grandissimo negozio che vende di tutto, dai colbacchi alle matrioske, dalle bombole del gas alle taniche di benzina; per lui sembra che i commerci vadano come al solito senza grandi sussulti e senza crisi, ed anzi sembra ridere delle varie dispute condominiali che coinvolgono i negozianti del centro commerciale.
Poi c'è la grande ala orientale , dove domina il grande ipermercato Il Mandarino, con oltre un miliardo di commessi. All'apparenza questo ipermercato sembra non interessato a nuovi commerci, ma in realtà di notte manda sul tetto schiere di commessi per fare anche lui lavori di sopraelevazione, commessi sottopagati o pagati con buoni acquisto che si stampa da sè.
Qualcuno sussurra che per fare i pilastri usino cemento senza ferro e che per fare la malta usano solo sabbia, ma apparentemente i lavori sembrano svolti alla perfezione.Tanto che importa, gli altri negozi di questa ala sono talmente piccoli non possono certamente impensierirlo.
L'unico negozio che potrebbe rosicchiare quote di mercato al Mandarino sarebbe il centro di telefonia e televisori Sol Levante Electronics, ma dopo i danni causati dall'alluvione caduta dal soffitto, che ha danneggiato anche le caldaie lasciando al freddo ampie zone del negozio, non si è più ripreso.
Nonostante tutto, anche il direttore del Sol Levante si sta adoperando per aggiungere piani nella speranza di allargare il giro d'affari e di tornare agli antichi splendori, ma qualcuno sussurra che i debiti accumulati per questi lavori non potranno essere mai ripagati e che il fallimento sia alle porte.
Poi a Sud c'è la cosiddetta Ala Latina, nella quale la situazione è ancora più complessa e domina il caos; nessuno ha risorse per costruire altri piani ed addirittura ci sono commercianti che non hanno più merce da vendere e stanno vendendo anche gli scaffali pur di non chiudere; altri tengono aperto vendendo psicofarmaci fatti in casa, mentre quelli che hanno già avuto vari crolli hanno convertito i loro negozi in pista da ballo per insegnare il tango.
Per finire ci sono gli affollati Outlet del seminterrato, frequentati soprattutto dai clienti meno abbienti, quelli che rischiano più di chiunque altro, perchè se avvenisse un crollo sarebbero i primi a soccombere.
Ma mentre i negozianti bisticciano e pensano alla loro attività, non si accorgono che paradossalmente non servono grandi crolli per mettere KO il centro commerciale.
Basta una piccolo crollo sopra il tubo del gas ed ecco che si ritrovano tutti al freddo, oppure sopra la centrale elettrica, ed ecco che si ritrovano al buio e senza aria condizionata.
E tutti a casa.
Ma sono troppo impegnati ad ampliare i loro affari per rendersene conto.
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sabato 23 agosto 2014
Film apocalittici ? Qualcosa di vero c'è.
Into the Storm è l'ultimo della lunghissima serie di film con i quali registi e case cinematografiche continuano a bombarci con le loro visioni di come sarà la fine del mondo.
Spaziando dal film The Day After Tomorrow a Indipendence Day, da Armagheddon a La guerra dei mondi, possiamo incontrare già numerose sventure a cui rischia di essere sottoposto il nostro pianeta, da eventi estremi della natura a guerre scatenate da extraterrestri ed altro ancora.
Tutti naturalmente densi di scene macabre o apocalittiche.
Ma tra gli stupefacenti effetti speciali lo spettatore perde il senso della realtà, e soprattutto perde la possibilità di ragionare con il buon senso, con il quale si potrebbe rendere conto che l'eventuale "fine del mondo" può accadere senza marziani e senza eventi estremi scatenati dalla natura.
Ad esempio basta consultare i siti internet che approfondiscono i problemi economici e finanziari del nostro pianeta per capire come la civiltà industriale oggi si trovi sull'orlo del baratro.
Volete un esempio reale di come può essere la "fine del mondo" ?
Eccovela qui, servita senza fantascienza e senza set cinematografici.
Attenti però ! Diversamente dal cinema, i link che ho messo sono terribilmente reali , cioè può davvero accadere :
1. La Banca Centrale USA, la FED, dopo un lungo periodo di stretta, rialza i tassi di interesse.
2. I Buoni del Tesoro emessi dal governo degli Stati Uniti diventano molto più interessanti, come investimento, rispetto a quelli emessi dai governi dei paesi deboli, già indebitati fino al collo.
3. Grandi investitori e speculatori, con gosse cifre attualmente investite nei paesi a rischio, iniziano a pensare di spostare questi capitali negli Stati Uniti o in altri paesi più sicuri.
4. Alcuni paesi, come ad esempio accaduto in Argentina , a fronte di molte richieste di avere indietro i propri soldi (disinvestire), fanno rapidamente fallimento, cioè Default, perchè non hanno i soldi per ripagare i Titoli di Stato emessi.
5. Per effetto domino, alcune banche, che hanno investito nei paesi a rischio, si trovano in mano carta straccia, cioè obbligazioni che non potranno più essere rimborsate, dovendo profondamente rivedere i propri conti, con il rischio di danneggiare anche chi ha un semplice Conto Corrente.6. Nei paesi come Italia e Giappone, i governi sarebbero costretti ad alzare i tassi di interesse per invitare gli investitori a tenersi i loro Titoli di Stato, ma l'aumento vertiginoso degli interessi, causerebbe un ulteriore aumento del Debito Pubblico, entrando nella spirale irreversibile dal quale il default di questi paesi sarà inevitabile.
7. Nella crisi generalizzata scatenata da questi eventi, a breve anche i mercati azionari ne avrebbero un tracollo, soprattutto perchè gonfiati da speculazioni dei grandi ai danni dei piccoli, che a breve si troverebbero con un pugno di mosche in mano.
8. Con segnali di crisi così estesi, le compagnie petrolifere che già ora soffrono per la diminuzione dei margini di guadagno e l'insostenibilità dei costi per nuovi investimenti, si avvierebbero al fallimento per lo scarso volume di petrolio grezzo, tale da rendere insostenibile economicamente tutto il loro apparato produttivo.
9. In questa situazione , la fragilità del sistema finanziario e la globalizzazione dei mercati e delle banche avrebbe effetti devastanti : nel crollo generalizzato dei bilanci degli Stati, si associerebbe il crollo generalizzato di tutte le banche, dall'Europa alla Cina, dagli Stati Uniti al SudAmerica, con il conseguente delirio generalizzato e corsa agli sportelli per prelevare i contanti dal proprio conto... contanti che non ci saranno.
10. Niente soldi, niente benzina, supermercati vuoti, case al freddo, fabbriche ferme...
Se volete sapere come finirà il mondo civilizzato dopo questa crisi finanziaria e petrolifera, vi rimando ai film come Madmax, Io sono leggenda, Il pianeta delle scimmie, Terminator, Matrix, Waterworld, e tanti altri.
C'è anche il simpatico film di animazione Wall-E.
Peccato che noi... non abbiamo l'astronave per scappare.
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| The Walking Dead |
martedì 19 agosto 2014
Le crudeltà contro i bambini della nostra civiltà
Questo ci fa pensare che solo da quelle parti i bambini sono sottoposti a
simili crudeltà, mentre nel nostro mondo "civilizzato" non succedono, non
esistono.
Ma sbagliamo.
La prova eclatante viene dalla Thailandia, dove una donna ha dato in affitto il proprio utero ad una coppia australiana che al momento della nascita ha "rinunciato" ad uno dei due gemelli poiché affetto dalla sindrome di Down.
La storia è ancora tutta da verificare ed avrà probabilmente strascichi
giudiziari, ma se fosse vera non sarebbe la dimostrazione di quanto l'egoismo
stia straripando dal mondo occidentale ?
Indipendentemente dal fatto che il bambino sia malato, a fronte del fatto
che è stato abbandonato, di chi risulterà essere essere figlio ?
Una delle missioni dei genitori è proprio quella di dare ai propri figli
dei punti fermi, delle certezze, invece a questo bambino vengono negate. Per
volontà di uomini e donne a questo bimbo viene negato il diritto di avere una
mamma ed un papà.
Sarebbe amore questo ? Sarebbe altruismo ?
Quando avevo letto la storia di quel cantante inglese e del suo compagno, che avevano deciso di avere un bambino attraverso la fecondazione in vitro e con un utero in affitto, negando al nascituro il diritto di avere una mamma, pensavo che queste storie di egoismo "estremizzato" appartenessero solo al mondo dell'omosessualità.
Quando avevo letto la storia di quel cantante inglese e del suo compagno, che avevano deciso di avere un bambino attraverso la fecondazione in vitro e con un utero in affitto, negando al nascituro il diritto di avere una mamma, pensavo che queste storie di egoismo "estremizzato" appartenessero solo al mondo dell'omosessualità.
Invece mi sbagliavo: queste crudeltà arrivano da ogni direzione.
Un figlio è la naturale prosecuzione della nostra vita, un qualcuno con cui
fare il "passaggio di consegne", con cui scambiare il diritto all'esistenza nel
normale ciclo della vita, invece è diventato uno strumento per soddisfare il
proprio ego, un giocattolo da buttare quando è rotto.
Ma quando una civiltà non ama i propri figli, dietro l'angolo il risultato
può essere solo uno : autodistruzione.
domenica 10 agosto 2014
Una mazzata alle teorie Darwiniane
E' una notizia che i grandi organi di informazione hanno sicuramente trascurato, ma la pubblicazione comparsa nel sito internazionale "Frontiers of Psychology" ha del rivoluzionario.
Si tratta dell'articolo "Il mistero dell'evoluzione del linguaggio" , comparso il 6 Maggio scorso a firma di un nutrito gruppo di esperti internazionali, capitanati dal più importante linguista e teorico della comunicazione di oggi, Noam Chomsky, secondo i quali stabilire con certezza e scientificamente quale sia l’origine del linguaggio è di fatto una congettura.
Per i non addetti ai lavori (compreso il sottoscritto) sembrerebbe una notizia banale e astrusa, ma invece si tratta di una dichiarazione che mina nelle fondamente tutta la teoria darwiniana, o meglio quella scienza dell'evoluzione oggi riconosciuta con il nome neodarwinismo.
Detta in breve, del linguaggio di fatto non possiamo dire nè cosa sia nè come sia nato, tanto meno si può in qualche modo collegarlo all'evoluzione delle specie per selezione naturale.
Anzi, l'esperienza quotidiana ci dimostra che le creature che possiedono un linguaggio "evoluto", solitamente non rappresentano un esempio di esseri viventi più forti dai quali ci si aspetta la "selezione naturale".
Insomma, i neodarwinisti per ammettere l'esistenza del linguaggio dovrebbero barattarla con il concetto fondamentale formulato dallo stesso Darwin.
A tal proposito è proprio Noam Chomsky con la sua scuola, a spiegare che l’apprendimento linguistico è un risultato di un processo mentale creativo della nostra mente, quasi innato essendo dovuto alla specifica natura dell’uomo.
Qualcuno questa incirnatura sulla teoria l'avera già vista ed i sospetti circolavano già da qualche tempo, ma ora con questa nuova pubblicazione, anche se non lo dice espressamente, la teoria dell'evoluzione di Charles Darwin diventa insussistente visto che risulta inapplicabile proprio agli esseri umani !!
Del resto ci sarà anche un motivo se tra i quasi 150 Premi Nobel per la Chimica e per la Medicina assegnati dal 1901 ad oggi, NESSUNO è mai stato assegnato (nemmeno lontanamente) a scienziati che lavorano sulle ipotesi di Darwin o comunque sul neodarwinismo.
E nonostante tutto.... continuiamo ad insegnarla a scuola ed a stamparla in libri ed enciclopedie.
Mah !
A proposito......
Qualcuno ha evidenziato un ulteriore mistero della teoria darwiniana ponendo una domanda alla quale fin'ora non ci sono state risposte : "Come mai, nonostante la loro utilità per la sopravvivenza degli esseri viventi, gli altruisti sono così pochi ?"
Articoli Correlati
[Fisiomedicine] - Noam Chomsky:” Il Linguaggio? Non sapremo mai qual è la sua origine”
[MicroMega] - L’evoluzione del linguaggio è tutta un mistero?
[Wikipedia] - Neodarwinismo
[Critica Scientifica] - Un rompicapo darwinista: l’evoluzione del linguaggio
Si tratta dell'articolo "Il mistero dell'evoluzione del linguaggio" , comparso il 6 Maggio scorso a firma di un nutrito gruppo di esperti internazionali, capitanati dal più importante linguista e teorico della comunicazione di oggi, Noam Chomsky, secondo i quali stabilire con certezza e scientificamente quale sia l’origine del linguaggio è di fatto una congettura.
Per i non addetti ai lavori (compreso il sottoscritto) sembrerebbe una notizia banale e astrusa, ma invece si tratta di una dichiarazione che mina nelle fondamente tutta la teoria darwiniana, o meglio quella scienza dell'evoluzione oggi riconosciuta con il nome neodarwinismo.
Detta in breve, del linguaggio di fatto non possiamo dire nè cosa sia nè come sia nato, tanto meno si può in qualche modo collegarlo all'evoluzione delle specie per selezione naturale.
Anzi, l'esperienza quotidiana ci dimostra che le creature che possiedono un linguaggio "evoluto", solitamente non rappresentano un esempio di esseri viventi più forti dai quali ci si aspetta la "selezione naturale".
Insomma, i neodarwinisti per ammettere l'esistenza del linguaggio dovrebbero barattarla con il concetto fondamentale formulato dallo stesso Darwin.
A tal proposito è proprio Noam Chomsky con la sua scuola, a spiegare che l’apprendimento linguistico è un risultato di un processo mentale creativo della nostra mente, quasi innato essendo dovuto alla specifica natura dell’uomo.
Qualcuno questa incirnatura sulla teoria l'avera già vista ed i sospetti circolavano già da qualche tempo, ma ora con questa nuova pubblicazione, anche se non lo dice espressamente, la teoria dell'evoluzione di Charles Darwin diventa insussistente visto che risulta inapplicabile proprio agli esseri umani !!
Del resto ci sarà anche un motivo se tra i quasi 150 Premi Nobel per la Chimica e per la Medicina assegnati dal 1901 ad oggi, NESSUNO è mai stato assegnato (nemmeno lontanamente) a scienziati che lavorano sulle ipotesi di Darwin o comunque sul neodarwinismo.
E nonostante tutto.... continuiamo ad insegnarla a scuola ed a stamparla in libri ed enciclopedie.
Mah !
A proposito......
Qualcuno ha evidenziato un ulteriore mistero della teoria darwiniana ponendo una domanda alla quale fin'ora non ci sono state risposte : "Come mai, nonostante la loro utilità per la sopravvivenza degli esseri viventi, gli altruisti sono così pochi ?"
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[Wikipedia] - Neodarwinismo
[Critica Scientifica] - Un rompicapo darwinista: l’evoluzione del linguaggio
domenica 3 agosto 2014
Classifica Banche a rischio : la tua dove sta ?
Quali sono i paesi con il sistema bancario con le spalle più scoperte ?
Ce lo dice un interessante sito della New York University Stern, nella quale sono presenti i dati in tempo reale dei vari paesi del mondo, con la relativa esposizione dei loro sistemi bancari.
Vi dico subito che l'Italia è dentro la top ten, ma vedrete che ci sono sorprendenti new-entry che stanno molto molto peggio di noi.
Primo grafico : Esposizione assoluta del sistema "banche" in Milioni di Dollari USA.
Al primo posto (il peggiore) è il Giappone, seguito da Cina e Francia; Italia al settimo posto.
Secondo Grafico, esposizione del sistema bancario in rapporto al Prodotto Interno Lordo, per certi versi per vedere quanto un crack del sistema bancario...... può essere coperto dallo Stato.
Francia al primissimo posto (posizione peggiore di tutte), seguita da Inghilterra e Giappone; Italia, sempre al settimo posto.
Terzo ed ultimo grafico : esposizione del sistema bancario in raffronto alla solidità delle banche, per certi versi per vedere quanto le banche possono... coprirsi da sole.
Giappone al primissimo posto (posizione peggiore di tutte), seguita da Francia ed Olanda; Italia, migliora, portandosi all'ottavo posto.
Certo è che a livello planetario Francia e Giappone sono i paesi più scoperti a fronte di un default del proprio sistema bancario.
A proposito di Europa , interessante notare che le banche di Germania, Francia ed Inghilterra stanno molto molto peggio delle banche Italiane.
Qui la classifica aggiornata al 1 Agosto 2014, sempre dal sito NYUStern.
Infine, sempre estratta dallo stesso sito, la classifica delle banche italiane dalla più rischiosa alla meno rischiosa.
Attenzione che le banche italiane hanno obbligatoriamente adottato un sistema di classificazione standardizzato a livello UE, basato in particolare su un parametro denominato Core Tier 1 Ratio (definizione sul Sole 24 ore).
In proposito, qui un interessante articolo del sito Rischiocalcolato : Cominciamo a scegliere con attenzione la nostra banca.
Articoli Correlati
[ Intermarket and more di Danilo Rambaud ] Dove si trova il vero rischio sistemico sui mercati finanziari?
Ce lo dice un interessante sito della New York University Stern, nella quale sono presenti i dati in tempo reale dei vari paesi del mondo, con la relativa esposizione dei loro sistemi bancari.
Vi dico subito che l'Italia è dentro la top ten, ma vedrete che ci sono sorprendenti new-entry che stanno molto molto peggio di noi.
Primo grafico : Esposizione assoluta del sistema "banche" in Milioni di Dollari USA.
Al primo posto (il peggiore) è il Giappone, seguito da Cina e Francia; Italia al settimo posto.
Secondo Grafico, esposizione del sistema bancario in rapporto al Prodotto Interno Lordo, per certi versi per vedere quanto un crack del sistema bancario...... può essere coperto dallo Stato.
Francia al primissimo posto (posizione peggiore di tutte), seguita da Inghilterra e Giappone; Italia, sempre al settimo posto.
Terzo ed ultimo grafico : esposizione del sistema bancario in raffronto alla solidità delle banche, per certi versi per vedere quanto le banche possono... coprirsi da sole.
Giappone al primissimo posto (posizione peggiore di tutte), seguita da Francia ed Olanda; Italia, migliora, portandosi all'ottavo posto.
Certo è che a livello planetario Francia e Giappone sono i paesi più scoperti a fronte di un default del proprio sistema bancario.
A proposito di Europa , interessante notare che le banche di Germania, Francia ed Inghilterra stanno molto molto peggio delle banche Italiane.
Qui la classifica aggiornata al 1 Agosto 2014, sempre dal sito NYUStern.
![]() |
| Classifica "Rischiosità" delle Banche Europee |
Infine, sempre estratta dallo stesso sito, la classifica delle banche italiane dalla più rischiosa alla meno rischiosa.
![]() |
| Classifica rischiosità delle Banche Italiane |
Attenzione che le banche italiane hanno obbligatoriamente adottato un sistema di classificazione standardizzato a livello UE, basato in particolare su un parametro denominato Core Tier 1 Ratio (definizione sul Sole 24 ore).
In proposito, qui un interessante articolo del sito Rischiocalcolato : Cominciamo a scegliere con attenzione la nostra banca.
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mercoledì 30 luglio 2014
LA FOLLIA ISLAMICA CHE DILANIA IL MONDO
La follia della guerra santa islamica sta dilaniando il mondo in lungo e in largo molto più di quanto si possa immaginare,
Basta consultare il sito Guerre nel Mondo per scoprire le centinaia di gruppi filo islamici che sta tentando con la forza e soprattutto con le armi, di convertire interi stati alla religione di Maometto.
Eppure basta aprire Wikipedia per scoprire che ai tempi di Maometto "lo jihād si riferiva essenzialmente alla lotta non violenta e personale, quindi a quello sforzo interiore necessario per la comprensione dei misteri divini".
Queste guerre sante islamiche sono quindi solo un pretesto che di santo non hanno nulla. Siamo alle solite : non esistono guerre di religione.
Alla base c'è sempre l'avidità dell'uomo, il desiderio di conquista e di salire al potere per imporre agli altri le proprie regole ed instaurare dittature militari con la sembianza della religiosità.
Guerre che nascondono il desiderio dominare e di possedere materie prime, metalli preziosi, città ricche, porti, commerci, nonché armi ed eserciti sempre più potenti.
Spiace per i poveracci che ci cascano dentro o peggio ancora che vengono costretti al martirio, ignorando cosa sia davvero la libertà, l'uguaglianza e la fratellanza, concetti che ci ha insegnato la rivoluzione francese oltre due secoli fa (Liberté, Égalité, Fraternité).
Ma se vogliamo dirla tutta è anche vero che l'islam non ha un leader, una guida universalmente accettata, una personalità che condanna cono forza e decisione questi movimenti estremisti, ed anzi il silenzio della maggior parte dei musulmani nei confronti di questi guerriglieri, non fa che omologarli ed accettarli come normalità.
E questi movimenti sono la dimostrazione di quanto l'Islam sia una religione con un limite fondamentale, un errore logico che farebbe rivoltare nella tomba tutti i filosofi da Socrate in poi.
Se infatti si ammette l'esistenza di un Dio unico e creatore di tutto quello che c'è, dall'universo che ci circonda agli uomini che abitano questo pianeta, ne deriva logicamente che tutti gli uomini sono stati messi al mondo da Dio e quindi che gli uomini sono tutti fratelli ed hanno pari diritti e dignità.Invece proprio all'interno dell'Islam esiste il movimento dei "fratelli musulmani", come se Dio fosse una creatura a loro riservata ed ai quali lo stesso abbia dato una missione esclusiva.
A questi pazzi calza a pennello una definizione tratta da Wikipedia :
La megalomania è uno stato psicopatologico caratterizzato dalle fantasie di ricchezza, di fama e di onnipotenza. La parola deriva da due parole greche: megas (grande) e "mania" ovvero ossessione.
Questa patologia mentale è certe volte sintomo di disturbi paranoici e maniacali.
sabato 26 luglio 2014
No TAV ? No Grazie !
I buffoni NOTAV ormai dilagano.
Appaiono ad ogni occasione pubblica, come ad esempio sagre paesane, scioperi per il rinnovo del contratto di lavoro, manifestazioni pacifiste o contro la mafia ed altre occasioni anche se completamente estranee alle tematiche collegate all'ambiente o ai trasporti.
Eppure i motivi a favore della ferrovia ad alta velocità sono tali e tanti che queste proteste non hanno alcuna ragione di essere.
Proviamo, senza troppe pretese, a farne un elenco :
- Le reti ferroviarie ad alta velocità sono state svuluppate in vari paesi del mondo a partire dal 1960, e da allora la costruzione di nuove tratte è sempre continuata;
- A differenza di altri paesi del mondo, dove circolano treni a gasolio, la TAV serve a far correre treni elettrici, cioè mezzi non inquinanti;
- I treni elettrici, inoltre, funzionano indipendentemente dalla fonte
con la quale si produce l'elettricità, che può essere gas metano,
ma oggi sempre di più eolico, fotovoltaico,
idroelettrico ed altre rinnovabili;
- La presenza di una rete ferroviaria ad alta velocità
permette ai treni passeggeri, oltre alla maggiore velocità, una
maggiore sicurezza e minore interferenza con altri convogli, ciò si traduce in minore possibilità di ritardi;
- Nella rete TAV la presenza di tratti rettilinei e curve con
raggi molto ampi, permette un elevato comfort ai passeggeri ma anche
minori correzioni nella velocità del convoglio, con un minor
consumo di energia;
- I treni ad alta velocità, essendo alimentati a
25000 Volt in corrente alternata, hanno una maggiore efficienza dal punto
di vista elettrico rispetto ai treni che viaggiano nelle tratte
ordinarie, che funzionano con il vecchio sistema a 3000 Volt in corrente continua;
- Infine, con la rete TAV si ha un effetto positivo che NESSUNO
RICORDA MAI : si liberano spazi nelle tratte ordinarie che possono essere utilizzati per far correre i treni merci, che
significa togliere TIR da strade ed autostrade ! Un vantaggio
economico e ambientale enorme.
Che i lavori apportino delle modifiche al territorio è fuori di ogni dubbio e nessuno lo nega, ma i vantaggi di questa infrastruttura (che doveva essere fatta ben prima di tante autostrade...), sono elevatissimi rispetto agli svantaggi.
Non entro nelle polemiche riguardanti la Val di Susa, perché non conosco la situazione locale, ma da "No Tav in Val di Susa" al portare le bandiere "No Tav" a qualunque manifestazione pubblica in qualunque città d'Italia ce ne passa.
Peccato che tra coloro che amministrano il nostro paese non ci sia nessuno che abbia il coraggio di spiegare queste cose, così oggi i cialtroni con gli striscioni NoTav dilagano indisturbati da est a ovest, da nord a sud, ostacolando lo sviluppo dell'Italia.
No TAV..... No Grazie.
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